Il traguardo
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Siamo giunti alla fine del nostro percorso e finalmente le galline sono in produzione; certo, si potrebbe dire che le difficoltà iniziano adesso, con i problemi produttivi, di commercializzazione, di costi di produzione da fare cadere sul prodotto finale e di clienti che faticano a fare “capire” che utilizzano uova perlomeno differenti da quelle ottenute da galline allevate in gabbia; oltretutto il mangime è privo di organismi geneticamente modificati, quindi con caratteristiche differenti dalla maggioranza dei mangimi utilizzati negli allevamenti, ma la sensibilità dei consumatori o dei trasformatori (pasticceri, pastai, ecc. è molto spesso relativa).
I cereali utilizzati sono quindi quasi certamente di provenienza italiana, visto che in Italia è proibita la semina di cereali geneticamente modificati, mentre è consentito l’utilizzo di cereali geneticamente modificati che naturalmente provengono dall’estero, che per quantitativo sono chiaramente la maggioranza.
Il colore del tuorlo, oltre che dal glutine di mais che è normalmente presente come componente fondamentale nel cibo delle galline, deriva dal colorante di origine naturale addizionato alla miscela del quale fornisco le specifiche in allegato. vedi specifiche
Sono convinto che il fatto di consentire alle galline una vita “normale” incida anche sul prodotto finale, aderendo al concetto secondo cui animali “felici” danno origine a prodotti migliori dal punto di vista organolettico; con questo, invito tutti coloro che hanno apprezzato il mio sforzo di spiegare come si arriva alla produzione partendo dalle prime fasi di allevamento dei pulcini, all’assaggio delle nostre uova.
Forse sembreranno “soltanto” comunissime uova, ma danno soddisfazione a chi si sente principalmente allevatore e diventa produttore di qualcosa come l’uovo, che non esce dalle sue mani direttamente, ma che assume una propria identità quando imponiamo il sapere e la passione per migliorare ciò che in natura è già perfetto.
Grazie dell’attenzione
Roberto Girardi
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