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06 - Novembre



Quasi al traguardo

Carissimi lettori,

siamo arrivati al dunque per quel che riguarda l’avventura dei nostri pulcini, diventati pulcinotti femmine ed infine giunte allo stadio di pollastra.
A me sembra ieri il giorno in cui sono arrivati in allevamento, ma se ci penso allora c’erano 40°C , mentre adesso la mattina i campi sono imbiancati dalla brina.
In effetti sono quasi giunte alla maturità sessuale, che è il nostro obbiettivo per il trasferimento al sito produttivo, e con la vaccinazione effettuata ieri siamo finalmente giunti all’epilogo per quel che riguarda il discorso legato alla prevenzione delle malattie.
Occorre precisare che nessun veterinario o ditta produttrice di vaccini si prende la briga di “garantire” l’immunità dei soggetti vaccinati con i propri vaccini, giusto per il fatto che esistono svariate possibilità che gli animali in fasi di maggiore stress (picchi di produzione, fattori climatici estremi, rotture nella biosicurezza causate da “leggerezze” del personale, ecc.) possano comunque andare incontro ad infezioni da parte di virus come bronchite infettiva, salmonella, ecc.

Gli ultimi vaccini praticati sono un quadrivalente bronchite infettiva, pseudopeste, corizza, EDS (sindrome del calo dell’ovodeposizione) e un vaccino contro la salmonella gallinarum , somministrati con due diverse iniezioni sul petto.
Devo dire che gli animali hanno reagito benissimo allo stress vaccinale e sono pronti adesso ad entrare nella loro nuova dimora, che li ospiterà per tutto il ciclo produttivo.
La maturità raggiunta la si può verificare osservando l’aspetto che hanno guadagnato le pollastrelle (lo sono finchè non faranno il primo uovo ed è come se attualmente fossero “signorine”) : creste più sviluppate, codino più eretto e pronunciato, passo più severo e fiero, come se iniziassero a capire di essere prossime alla maturità sessuale.

Devo dire che nel gruppo sono finiti due maschi, novelli galletti, che evidentemente per errore da parte del personale dell’incubatoio di provenienza, sono rimasti dal primo giorno con le future galline; non ce la siamo sentita di toglierli e separarli dalle femmine, anzi resteranno nel gruppo come se fossero “mascotte”.L’unico dubbio è quello relativo alla loro presunta “felicità futura”, considerando il fatto che saranno 2 maschi e quasi 3800 femmine, mentre ad esempio nei gruppi da riproduzione si mettono 1 maschio per 10 femmine in media; chissà che la situazione invece di “arraparli” non li castri in maniera naturale, incapaci di far fronte a tanto ben di Dio disponibile, vociante e desideroso di provare a “diventare madre”.

Certo, diventare madre, perché in fondo bisogna anche indagare il motivo per cui le galline fanno le uova, non certo per la nostra voglia di fare una maionese o una torta paradiso, ma perché il loro è puro istinto riproduttivo, benché negli allevamenti da uova non siano presenti “maschietti” pronti a fornir loro la materia prima in grado di fecondare il loro “ovulo”.

Ecco, il mestiere di chi produce uova è quello di fornire alle galline la migliore condizione per fare uova in santa pace : un ambiente tranquillo, l’illuminazione giusta per pensare di essere in primavera (stagione degli amori e della nascita per eccellenza), il cibo migliore con tanto buon calcio per avere un guscio bello robusto, dei nidi comodi e riparati e, nel mio caso e di chi produce a terra, un bel corridoio largo dove poter fare tanti bei bagni di sabbia o di lolla di riso (il tegumento che ricopre il chicco di riso) e fare vita di società con le “vicine di nido”.
Ci risentiamo per l’ultima puntata del reality, quindi al primo uovo prodotto che sarà al massimo tra 10-15 giorni


 
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